
I bambini che fanno musica crescono meglio
Il laboratorio musicale per bambini da 0 a 6 anni, dove la musica fa crescere tutto il resto.
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Dove andiamo? Ecco la mappa del nostro viaggio
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Musicantis by Hoplalay
Che musica in… Europa!
Rivivi il nostro viaggio in musica!
Tocca una stellina: comparirà il link per ascoltare il brano di quel paese, che abbiamo vissuto durante il laboratorio.
Non hai ancora riservato il tuo posto? Fallo subito e vieni a
🎵 Che musica in Europa 🌍
- Per chiBimbi 0–5 anni che accompagnano un grande (genitore o adulto di riferimento)
- Quando
Mercoledì 7 ottobre, ore 10:15Centro Sociale — Piazza Municipio, Vacallo
Sabato 17 ottobre, ore 16:00Bussa coi Piedi — via Pian Scairolo 8, Pambio-Noranco
Sabato 17 ottobre, ore 16:00Centro di Socializzazione Il Girotondo – Salita alla Chiesa 3, Bellinzona-Daro
- DurataCirca 45 minuti
Nessun paese scelto: tocca una stellina per far comparire il brano.
Il prossimo laboratorio speciale
Maracas day
Un laboratorio manuale in cui costruiremo la nostra personale maracas e poi le suoneremo tutti insieme.
- Per chiBimbi 0–5 anni che accompagnano un grande (genitore o adulto di riferimento)
- Quando
Sabato 14 novembre, ore 16:00Centro di Socializzazione Il Girotondo — Salita alla Chiesa 3, Bellinzona-Daro
Domenica 15 novembre, ore 16:00Bussa coi Piedi — via Pian Scairolo 8, Pambio-Noranco
- DurataCirca 60 minuti
La ninna nanna del mese
Questo mese la ninna nanna che ci accompagna è
Tutu Teschcote
E qui sotto puoi leggere cosa questa ninna nanna rappresenta per me…
“Vai. Adesso” è stata la frase che la mia mente ha urlato dopo aver pensato: ok, panico.
Era il 31.10.2020, quello che da allora definisco il mio “Halloween da paura”. Non perché qualche tizio mascherato mi inseguisse con una mazza da baseball nella notte più spaventosa dell’anno, quello lo lasciamo a qualche film a metà tra horror e distopia. Che, tra parentesi, non ho mai guardato.
Il mio Halloween da paura è stato molto più terra terra: Lara stava smettendo di respirare e io dovevo impedirlo.
“Vai. Adesso” è arrivato dopo che lei non si riprendeva al terzo giro di Ventolin e cortisone.
Sono arrivata al pronto soccorso alle 3 e mezza del mattino, l’infermiera pallidissima mi ha detto “vi aspettano in pediatria” dopo una sola misurazione.
Il saturimetro restituiva il numero 70 e io pensavo “su una scala da 1 a 100 non può essere così male”. Beata ignoranza.
“Signora, la bambina deve rimanere attaccata all’ossigeno, qualunque cosa succeda”.
E tu tienila attaccata all’ossigeno una bambina di 2 anni, 24 ore su 24, senza poter uscire dalla stanza perché il Covid imperversa nei corridoi e senza poterti scambiare con nessuno.
In quel momento dentro di me si è attivata una lucidità da serial killer, appresa dalle donne che appartengono alla famiglia di mia mamma, e nella testa c’era solo “usciremo da qui il prima possibile, sane”.
Siamo state in quella stanza per 6 giorni, di cui ho pochi ricordi perché la mente è bravissima a cancellare, ma so benissimo cosa ci ha aiutato a venirne fuori:
puzzle fatti e smontati infinite volte
libri letti e riletti
racconti ascoltati e riascoltati (santo fabulinis…)
cantare, cantare e ancora cantare.
E sì, anche la Paw Patrol, dato che William era riuscito a farmi avere un pc, ammetto che Ryder è stato un gran bell’aiutante.
Ma ho cantato “Tutu teschcote” una milionata di volte in quei giorni, perché in quel periodo faceva crollare Lara come poche musiche.
Non appena la intonavo, i suoi occhi si facevano liquidi e si rilassava, cosa per me fondamentale, perché in tutto questo dovevo tenerle la mascherina per l’ossigeno attaccata alla bocca.
Magari non dormiva, ma si calmava e si lasciava curare senza aggrapparsi ai suoi terribili due.
Cantando di giorno e di notte, l’ossigeno rientrava nel corpicino di Lara, la mascherina poteva essere piano piano tolta.
In quei giorni le mamme che venivano a Musicantis mi scrivevano per darmi forza. Mandavano video dei loro bimbi che salutavano Lara, mandavano audio di loro che cantavano le nostre canzoni, mi ricordavano ogni giorno quanto fossimo unite in musica, ben oltre il corso. Con alcune di loro siamo diventate amiche, ci sentiamo ancora anche solo per sapere come va. A volte tornano ancora con i loro bambini, quelli di allora e quelli che sono arrivati dopo.
E intanto “Tutu teschcote” continuava a far entrare ossigeno, fino a quella notte in cui il saturimetro ha segnato 95 durante il sonno senza mascherina, e ci hanno lasciate tornare a casa.
Ci sono voluti 3 anni, ma poi Lara è completamente guarita, non vede cortisone né Ventolin da un bel po’, non siamo più in “ok, panico” ogni volta che starnutisce.
Ma “Tutu teschcote” è rimasta dentro di me, come aggancio di forza ogni volta che la testa grida “Vai. Adesso”, che per fortuna accade per cose molto meno spaventose di mia figlia che non respira. Si sa, siamo esseri che tendono verso la catastrofe ed è facile rimanerci incastrate.
Ma “Tutu teschcote” da allora mi salva, sempre.
Musicantis 0–4
Da zero a quattro anni, in musica, insieme a te.
Musica fin da subito!
Musicantis 0–4 è IL laboratorio musicale da frequentare con i genitori. Si canta, si balla, si suona e si cresce in musica.
I bambini vengono immersi in un ambiente ricchissimo che li fa crescere da ogni punto di vista, mentre tu diventi la loro rock star, anche se non sai suonare nessuno strumento.
Musicantis 3–6
Dai tre ai sei anni, quando la musica diventa linguaggio.
Si continua a crescere in musica!
La musica è l’attività più potente che il tuo bambino possa fare. E se un giorno vorrà suonare uno strumento, sarà già a metà strada.
Conoscerà già il linguaggio musicale: dovrà solo capire dove mettere le dita. Ed è solo l’inizio di quello che la musica può fare per lui.
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