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Categoria: Giochi musicali

Giochi e attività musicali da proporre ai bambini

Giochi musicali e sonori da spiaggia: 6 idee tutte da sperimentare! ☀️🌊

Arriva l’estate, si va al mare e si gioca in spiaggia. Ma possiamo fare anche dei giochi che prevedano la musica e il suono?
Certo, ti lascio qui un po’ di idee divertenti, tutte da sperimentare

Tu e il tuo bimbo o i tuoi bimbi siete abituati a fare musica e a giocare con i suoni quando siete a casa? Allora non la puoi abbandonare in vacanza, anzi ci sono tanti giochi musicali da poter fare in spiaggia per rendere musicale i momenti in riva al mare.
Non siete abituati? E’ l’occasione perfetta per iniziare!
Ecco qui alcune idee con le quali potete sicuramente divertirvi moltissimo! E chissà, magari riuscite anche a fare amicizia con altre famiglie che si lasceranno coinvolgere…

Un momento: dici senza ascoltare canzoni dal telefono o da qualche lettore?

Esatto, le idee che ti sto per dare non prevedono l’utilizzo di smartphone o tablet, per questi motivi.
In spiaggia spesso c’è molta confusione e musica di sottofondo (se vai in zone ben attrezzate è probabile che la filodiffusione raggiunga ogni ombrellone) perciò diventa più interessante fare qualcosa che aiuti l’interazione tra voi e i bambini.
O a volte in spiaggia il telefono non prende, perciò è bene avere delle idee da proporre che non prevedano l’esistenza della tecnologia.
Infine, facciamo in modo di portare l’attenzione nostra e dei bambini sul luogo e sull’ambiente in cui siamo: la maggior parte di noi non vive al mare e, quando ci si trova, fa bene a goderselo anche senza dover per forza usare sempre lo smartphone. 😉

Perciò iniziamo con i nostri…

Giochi musicali e sonori da spiaggia!

Ecco le 6 idee che ho pensato di proporti.
Non sono in ordine di importanza, tutte hanno finalità diverse e obiettivi sia musicali che di sviluppo differenti (e te li indico), ma pensiamo sempre che è vacanza per tutti e non tutto deve per forza avere uno scopo didattico…
Perciò poniamocene solo uno di obiettivo: il divertimento!!

  • 1. Maracas marine
    Che siate in hotel, appartamento o campeggio, sicuramente vi troverete a comprare o usare qualche bottiglietta di plastica o qualche scatolina con coperchio. Non gettatele via ma conservatele e usatele per costruire delle maracas a tema marino, riempiendole con qualche conchiglia, sassolino, sabbia o un mix di questi materiali. Potete anche aggiungerci dell’acqua di mare, se vi va. Dopodiché chiudete i contenitori e suonateli!
    Potete preparare un solo strumento oppure un’intera orchestra da suonare insieme in riva al mare, magari provando a seguire il ritmo delle onde del mare… io la sento già la meraviglia, anche tu vero?
    Con questo gioco stimoliamo: la motricità fine delle dita delle mani, il controllo del movimento di mani e braccia, l’ascolto dei diversi suoni prodotti da diverse maracas.
  • 2. Suonare il mare
    Nelle isole della Polinesia, le popolazioni praticano la water music, ovvero suonano la superficie del mare!
    In pratica colpiscono l’acqua con le mani usandole in diverse posizioni: completamente piatte, a conca, andando in profondità, restando più vicine alla superficie e ogni movimento produce un suono differente. Se non l’hai mai sentito ti invito a cercare dei video su youtube, sono fenomenali.
    Ma allora possiamo farlo anche noi: rimanendo in una zona in cui l’acqua arriva circa a metà gamba, giochiamo a cercare suoni diversi con le nostre mani che si immergono. Individuiamo una sequenza che ci piace e mettiamoci sopra un ritmo e …oplà! la canzone è pronta.
    Con questo gioco stimoliamo: il controllo del movimento di mani e braccia, l’equilibrio mentre si sta in piedi in acqua, la competenza ritmica.
  • 3. Saltare sull’onda… di una canzone!
    Uno dei giochi che ricordo di aver fatto tantissimo da bambina era aspettare un’onda e saltare quando mi attraversava, cercando di non farmi travolgere. La sai una cosa? Possiamo rendere questo gioco musicale!
    Mentre canti una canzone che ti piace, aspetta le onde e cerca di saltare in un punto preciso del testo, ad esempio la fine di una frase. Cerca di far sì che quel punto della canzone combaci con l’arrivo dell’onda e quindi con il salto.
    Se siete vicini a riva o i bambini sono più grandicelli, possono saltare da soli, altrimenti prendili in braccio e divertitevi!
    Con questo gioco stimoliamo: la competenza melodica, l’apprendimento della struttura musicale, la capacità di sincronizzarsi ad una canzone.
  • 4. Batteria da spiaggia
    Sono sicura che avete a disposizione una serie di attrezzi per scavare, costruire, filtrare, raccogliere qualunque cosa in spiaggia.
    Perfetto: disponete tutto come se fosse la batteria di un grosso complesso rock e, con le palette, suonate a ritmo facendo attenzione ai suoni diversi che ogni secchiello o formina produce. Cantateci sopra anche una canzone, così il concerto rock diventerà ancora più realistico e coinvolgente!
    Con questo gioco stimoliamo: la motricità grossolana e fine, le abilità visuo-spaziali, la competenza ritmica.
  • 5. Scacciapensieri marino
    Un’altra cosa che si può costruire con il materiale raccolto in spiaggia è o scacciapensieri: ad un legnetto, legate con un filo (con delle alghe sarebbe il massimo…) delle conchiglie e altri legnetti sempre raccolti in spiaggia, facendo in modo che siano abbastanza vicini da colpirsi a vicenda quando vengono toccati o mossi dal vento. Potete poi appendere lo scacciapensieri alla porta del vostro alloggio o all’ombrellone, così che il suo suono vi possa cullare mentre siete stesi a riposare.
    Con questo gioco stimoliamo: la creatività nella scelta del materiale, l’ascolto
  • 6. Ascoltare il luogo in cui ci troviamo
    Questo l’ho lasciato per ultimo, ma in realtà forse è il più importante: se cambiamo ambiente, cambiano anche i suoni di sottofondo. Questi suoni sono importanti, perché creano l’ambiente in cui viviamo e ci muoviamo.
    Quando siamo a casa non li notiamo: ci siamo abituati e danno un grosso supporto alla nostra tranqullità.
    Quando siamo in vacanza, sono molto diversi e se ci prendiamo il tempo di ascoltarli e conoscerli possiamo scoprire molto del posto in cui ci troviamo.
    E’ facilissimo da fare: mentre passeggiate o siete seduti da qualche parte, presta attenzione a quello che senti e poi attira l’attenzione dei bambini su quello che il tuo orecchio ha captato. “Hai sentito le cicale?”, “Ascolta l’onda che si infrange sullo scoglio!” oppure ancora “senti come suona forte il vento oggi?”
    Piano piano i bambini inizieranno ad ascoltare meglio il paesaggio sonoro e ad attirare la vostra attenzione su quello che hanno sentito, e il gioco diventerà super interattivo!
    Con questo gioco stimoliamo: concentrazione, ascolto, relazione.

Che ne dici di queste idee? Io le trovo tutte stimolanti e, in realtà, quasi tutte possono essere svolte anche in situazioni diverse dalla spiaggia
Sono curiosa di sapere se proverai qualcuna di queste attività e se magari riesci a trovare qualche variante che possa funzionare ancora meglio!

Nel frattempo, ti invito a seguirmi perché tra un po’ uscirà il libro 101 attività musicali da giocare con bambini da 0 a 6 anni, e lì troverai una miniera di consigli e giochi musicali, che favoriranno la crescita del tuo bimbo da ogni punto di vista.
Ah, questi marini non sono inclusi, dici che dovrei fare un’edizione speciale per l’estate?

Oppure, se sei impaziente di sapere come creare dei momenti musicali in casa, c’è il mio ebook, lo trovi al link qui sotto!

Fammi sapere nei commenti se questi giochi ti sono state utili,
noi ci risentiamo al prossimo articolo, a presto!


Attività musicali da fare con un neonato? Eccone 3 che rinforzano il vostro legame 🥰

Quali attività musicali si possono proporre ad un neonato? Ce ne sono diverse, in questo articolo te ne spiego 3 che si possono fare fin dal momento in cui nasce

La musica è un veicolo potentissimo per entrare in sintonia con gli altri.
Lo diventa ancora di più quando con l’altra persona non possiamo usare il linguaggio, come accade con un neonato.
Il bebè non risponde alle tue parole e non comprende il significato delle tue frasi, ma sa benissimo come stai e le emozioni che provi, perché le sente nella tua voce.
Se poi per comunicare con il bebè usi la voce cantata al posto di quella parlata, questa comunicazione diventa ancora più profonda e autentica.

Quindi devo cantare?

Sì, hai capito bene, devi cantare…
ma si può cantare in modi diversi che instaurano una relazione diversa, perciò ecco le…

3 attività musicali che rinforzano il legame con il bebè, attraverso il canto

“Ma se è sempre canto, che differenza ci può essere tra queste tre attività?” mi chiederai tu.
La domanda è lecita, ci mancherebbe.

In tutte e tre queste proposte ci sono al centro il canto e la tua voce, ma la grande differenza si trova nell’intenzionalità e in quello che vuoi comunicare in quel momento.
Perciò iniziamo!

  1. Ninna nanna

    Sì lo so, si sente parlare di ninna nanna dappertutto, ma c’è un motivo se è così.
    E’ una tipologia di canto talmente radicata in tutte le culture umane, da essere diventata una modalità di interazione con neonato praticamente naturale.
    E’ molto semplice: scegli una canzone, che può essere una ninna nanna tradizionale o semplicemente una canzone che piace a te. Cantala a bassa voce, seguendo il tuo respiro e non necessariamente il ritmo musicale. Aiuterai il tuo piccolo a rilassarsi e lo accompagnerai dolcemente verso il sonno.
    Ricorda: la ninna nanna non serve solo al piccolo ma anche a chi la canta, deve aiutare entrambi. Perciò, se tu non ti rilassi con quel canto, cambialo oppure renderai nervoso anche il bebè.
    In ogni caso, io consiglio di avere un bel repertorio di ninne nanne, perché non tutte le sere sono uguali e non sempre la ninna nanna lenta è ideale per iniziare a rilassarsi, a volte bisogno partire con qualcosa di più ritmato e poi, piano piano, rallentare.

    Se non hai idea di cosa cantare o sei troppo stanca o stanco, puoi anche farti aiutare da qualche registrazione, come le ninne nanne che trovi qui sotto
    Ricorda però che la tua voce è imbattibile nel cullare il bebè, nessuna registrazione o base potrà mai eguagliarla.

    Non preoccuparti se non tutte le note sono perfette o se c’è qualche stonatura, l’unica cosa che conta è l’amore che la tua voce comunica durante questa coccola.
    E se non ricordi le parole, va bene lo stesso: puoi sempre sostituirle con una sillaba a tuo piacere, puoi cantare semplicemente “mmm” o puoi reinventare il testo come più ti piace, rendendola unica e solo vostra.

    E quando il bambino cresce?
    Continua a cantare, se te lo chiede e se gli fa piacere.
    Non esiste un momento in cui si è troppo grandi per ricevere in dono una ninna nanna, e non è mai troppo tardi per donarla con la tua voce

  2. Cantare guardandosi negli occhi

    A volte ci si domanda: ma con un neonato, che cosa faccio tutto il giorno?
    Una buona risposta è la seguente: puoi cantare per il bebè mentre lo guardi negli occhi.
    E’ molto semplice e si può fare da subito:
    appoggia il neonato sul letto accanto a te o, se già ci può stare, nella sdraietta o su un cuscino. Il tummy time sulla pancia della mamma o del papà può rappresentare una bella occasione, oppure tienilo semplicemente in braccio.
    A questo punto cerca il contatto visivo con il piccolo e canta per lui o lei.

    Non importa se è una canzone vera e propria, se cambi le parole a una melodia che conosci o se la inventi al momento, la cosa importante è instaurare un legame attraverso lo sguardo.
    Se il piccolo gira la testa, non forzare il contatto visivo: potrebbe essere stanco o aver voglia di cambiare attività e la sua richiesta va rispettata.

    Però potrebbe sorprenderti: a pochi mesi potrebbe già iniziare a vocalizzare mentre tu canti per lui o lei e, a quel punto, il vostro sarà un duetto, in cui ci si parla cantando.
    Lo vedo succedere regolarmente a Musicantis: bambini di pochi mesi che, non appena tutti iniziamo a cantare in coro, cominciano a vocalizzare per far parte anche loro della musica. Provaci, sarà una magnifica sorpresa.

  3. Canto il tuo nome

    Tutti noi conosciamo una parola potentissima, una parola che ci guida e ci identifica, ci dice chi siamo e da dove veniamo:
    il nostro nome.
    Qualcuno di noi lo adora e non sopporta che venga cambiato o storpiato, qualcun altro invece non lo ama per nulla e fa in modo che venga usato il meno possibile.
    In ogni caso, quando siamo piccolissimi e il nostro nome viene pronunciato da chi ci vuole bene, impariamo presto a capire che quella persona si sta rivolgendo a noi, a riconoscerne il suono e a rispondere.

    Ecco perché la cosa si fa ancora più interessante se il nome viene cantato: quella parola che tanto attira il bebè diventa anche musica, ne resta rapito. Il suo nome non resta solo un richiamo, diventa un canto che lo fa stare bene.

    Prendi perciò una melodia qualsiasi, o una sequenza di note inventata da te e, come testo, mettici solo il nome del tuo bimbo o della tua bimba. Canta il suo nome, in più modi e con diverse intonazioni, più velocemente o più lentamente, ma canta il suo nome.
    Se il bebè è d’accordo, mantieni anche il contatto visivo, altrimenti no, ma non smettere di cantare e avvolgilo nella sonorità di questa parola così potente.
    Questa attività stringe moltissimo il legame adulto-bebè e può essere praticata per molti anni e rimanere motivo di vicinanza in famiglia, anche quando il bambino sarà già cresciuto.

Io tutte queste attività le ho provate con i miei bambini e, ti posso garantire, l’espressione del loro volto e la loro voglia di comunicare non li dimenticherò mai. E il nostro legame si è consolidato al punto che, anche adesso che sono cresciutelli, chiedono ancora di cantare per loro.
Vedrai che momento magico puoi creare…

Se poi vuoi saperne di più, ti invito a seguirmi perché tra un po’ uscirà il libro 101 attività musicali da giocare con bambini da 0 a 6 anni, e lì troverai una mimiera di consigli e giochi musicali, che favoriranno la crescita del tuo bimbo da ogni punto di vista.

Oppure c’è il mio ebook, lo trovi al link qui sotto!

Fammi sapere nei commenti se queste attività ti sono state utili,
noi ci risentiamo al prossimo articolo, a presto!


Lara è stata male, per fortuna aveva imparato le mie canzoni. Online. 🎵📱

Corsi di musica online per bambini molto piccoli: è lecito domandarsi se ne valga la pena, è doveroso porsi il problema dell’esposizione allo schermo.
Ma Lara ha seguito un mio incontro davanti ad uno schermo, e la musica di quel momento è stata vitale in giorni difficili. Ti racconto la nostra (dis)avventura…

Ci risiamo.
Arriva il raffreddore e, dopo un giorno, il respiro si fa corto e pericoloso. Le medicine non fanno effetto, sono le quattro del mattino e saltiamo in auto diretti all’ospedale, insieme all’attacco d’asma. E’ un ospedale piccolo, di provincia, identico a quello del paese dove sono cresciuta e in cui mio papà ha lavorato per tanti anni. Uno di quei casermoni figli del boom economico, che ti dà la sensazione di tornare indietro di cinquant’anni.

La finestra è grande e un po’ sghemba, il bagno è in fondo al corridoio, non c’è condizionatore e nessuna traccia di tv in camera. Forse c’è nella sala giochi del reparto di pediatria in cui ci hanno ricoverato, ma è tempo di pandemia e quella stanza è chiusa.
Il primo giorno se ne va tra sonnellini agitati e lotte per farle indossare la mascherina per l’ossigeno, poi la domanda si scrive chiara nella mia mente: come faccio a trascorrere intere giornate chiusa in una stanza con una bambina di due anni, senza che entrambe diventiamo pazze?

Puzzle, costruzioni, libri: mi faccio portare di tutto, ma quello che sto per usare di più ce l’ho già con me. Sono la musica e le canzoni che non sono solo il mio lavoro, sono parte della mia vita e della mia persona.
Ho anche acceso il pc, non lo nego, anche la Paw Patrol mi ha dato una mano, però ho soprattutto cantato cantato e cantato.

Ma che cosa ho cantato così tanto?

Le canzoni che lei ha ascoltato seguendo un mio laboratorio ONLINE.

Un paio di giorni prima della corsa in ospedale, ho tenuto un incontro online a tema Halloween. Ho raccontato la fiaba Il Pipistrello Brighello tratta dal sito www.fabulinis.com, intervallata da tante attività musicali che di solito propongo ai miei laboratori Musicantis. Anche i miei bambini hanno partecipato, insieme al papà mi hanno seguito dal salotto mentre io ero collegata da un altro punto della casa.

A cena, nessuno ha commentato in modo particolare (i bambini erano troppo concentrati sulla zucca che brillava sul terrazzo) e sembrava che in loro non fosse rimasto un segno evidente di quanto fatto.
Io non mi sono posta il problema, nemmeno dal vivo basto un solo incontro per comprendere l’interesse musicale del bambino o la sua modalità di partecipazione, figuriamoci online… e bisogna tenere conto del fatto che noi viviamo in un laboratorio musicale perpetuo: ogni giorno nascono canzoni, qualunque attività ha una colonna sonora e i miei figli tra un po’ cantano anche nel sonno…

Ma nei giorni di ospedale ho avuto di nuovo la conferma dell’efficacia dell’incontro online al quale hanno partecipato, anche se è stato uno solo:
le canzoni che Lara mi ha chiesto di cantare di più in assoluto erano proprio quelle ascoltate e ballate durante la fiaba online, e addirittura ricordava tutti i movimenti associati alla filastrocca (faccio presente che Lara ha solo due anni…).

Ritornando alla nostra stanza di ospedale, ecco che a suon di Gnomi e Folletti che ballano, il castello di Brighello e I gufetti che fanno uhh, le nostre ore se ne vanno e i giorni di ospedale passano, finchè si trasformano in un ricordo.
Grazie a queste canzoni, le nostre ore diventano più leggere e la sera arriva, trovandoci stanche e sfinite ma sufficiente serene da riuscire a riposare e affrontare il cammino che ci riporterà a casa.

Queste canzoni, poi, non ci hanno abbandonato, anzi: sono ancora parte delle nostre giornate, vengono richieste, cantate e ballate perchè sono diventate parte di un momento che ha segnato la nostra vita ma è stato superato.

E Lara le ha imparate online.

Ecco che di nuovo vivo sulla mia pelle la forza del mio lavoro: le musiche e le canzoni sono strumenti potentissimi, possono rendere sopportabile anche una stanza di ospedale dalla quale si può uscire solo per stretta necessità.
Poco conta se sono state apprese in una sala dove un gruppo di famiglie canta felice in coro o dal salotto di casa durante un incontro online. Certo, essere in sala tutti insieme a cantare è un’esperienza fantastica, ma la cosa che più conta è ciò che ne facciamo noi genitori di tutta questa musica, una volta usciti dalla sala di musica o disconnesso lo smartphone.

Possiamo pensare che l’attività musicale sia una parentesi di semplice divertimento, oppure possiamo provare a coltivarla nelle nostre case, facendola diventare una piccola àncora per i momenti complessi e un moltiplicatore di felicità per quelli gioiosi. Possiamo aver imparato queste cose live, oppure dietro ad uno schermo, ma la cosa più importante è quello che le faremo diventare.

Io e Lara finalmente torniamo a casa, provate da quasi una settimana di ospedale, felici di essere di nuovo pronte ad affrontare il mondo e con tanta musica che ci unisce e ci coccola più di prima.
Gliel’ho insegnata online, ma poi gliel’ho fatta vivere non come musicoterapista ma come mamma, ed è questo il passaggio più importante.


Vuoi scoprire come partecipare ai laboratori Musicantis online? Si svolgono su Zoom, ecco qui tutte le informazioni. Se invece preferisci il videocorso, puoi scoprire Musicantis Play!

Fare musica con i bambini

Piccolo manuale per progettare un laboratorio musicale per bambini

Ho scritto un breve manuale su come creare, gestire e fare un mini laboratorio di divertimento musicale in casa o all’asilo!

Questo piccolo manuale ti guida nel creare un ambiente musicalmente ricco e quali sono i passi per costruire un mini laboratorio musicale fai da te, spiegandoti quali sono le stimolazioni che non possono mancare e come rispettare i bambini nel loro percorso di apprendimento.


I laboratori Musicantis si svolgono presso le sedi di:

Massagno – Lugano

Presso New Style Dance, via Foletti 2,
Massagno – Lugano

📆 il martedì e mercoledì mattina

Per prenotare la tua prova gratuita dei laboratori Musicantis, puoi contattami al seguente numero:

+41.76.2216510 Silvia Maioni - Hoplalay.com

Silvia Maioni

Io sono Silvia, musicoterapeuta con Master conseguito presso l’HMI di Bellinzona e insegnante di musica con più di vent’anni di esperienza, e vi aspetto per vivere insieme a voi questo percorso!


oppure scrivi una mail a:

info@hoplalay.com
Laboratorio GiocaMusica, Silvia che mostra la chitarra ai bambini e li fa giocare